L' EPILESSIA nel CANE e nel GATTO


ALCUNE DEFINIZIONI

La crisi epilettica è una manifestazione clinica parossistica conseguente ad una scarica anomala, eccessiva o sincrona di una popolazione di neuroni cerebrali; si tratta di un evento improvviso e transitorio i cui sintomi dipendono dall’ area cerebrale interessata da questa attività abnorme. Il meccanismo fisiopatologico alla base delle crisi epilettiche è, quindi, sempre lo stesso, ma la sintomatologia varia a seconda della sede coinvolta.

Con il termine epilessia , invece, ci si riferisce ad una patologia neurologica cronica caratterizzata dalla persistente predisposizione a sviluppare crisi epilettiche e dalle relative conseguenze.

Le crisi epilettiche in base alla frequenza vengono distinte in SINGOLE (l’intervallo tra due crisi successive è maggiore di 24 ore) e a GRAPPOLO (l’intervallo tra una crisi e la successiva è minore di 24 ore); si parla poi di STATO DI MALE EPILETTICO quando la fase ictale, quella cioè della manifestazione convulsiva, dura per più di 5 minuti o non vi è un completo recupero tra una crisi e l’altra.

Con riferimento alle manifestazioni cliniche si definiscono CRISI FOCALI quelle che originano in circuiti neuronali limitati ad un solo emisfero e queste saranno semplici o complesse a seconda dello stato mentale che potrà essere rispettivamente normale o alterato. Quando, invece, sin dall’esordio si ha un coinvolgimento immediato e diffuso delle strutture cerebrali, le crisi sono dette GENERALIZZATE. Può accadere che una crisi esordisca come focale e che poi vada incontro ad una generalizzazione successiva.

Nell’ ambito delle crisi generalizzate si distinguono le assenze, nelle quali si ha una alterazione dello stato di coscienza, ovviamente non semplice da individuare negli animali da compagnia, le crisi atoniche che il veterinario dovrà distinguere dalla cataplessia e dalle crisi sincopali in quanto l’animale va incontro ad una repentina perdita di tono degli arti e del corpo e poi vi sono le crisi toniche, le cloniche e le tonico-cloniche.


CAUSE DI EPILESSIA NEL CANE E NEL GATTO


I fattori eziologici che entrano in causa nella genesi della malattia epilettica sono stati raggruppati in tre grosse categorie: GENETICI, METABOLICI/STRUTTURALI, SCONOSCIUTI.

Nel cane, la maggior parte delle forme epilettiche è riconducibile all’ epilessia idiopatica; relativamente meno frequenti sono le epilessie strutturali che soggiacciono a cause vascolari, per lo più ischemiche, infettive (Cimurro,Toxoplasmosi, Criptococcosi), infiammatorie (Meningoencefalite ad eziologia sconosciuta, granulomatosa, necrotizzante), traumatiche, congenite (Idrocefalo congenito), neoplastiche, degenerative (patologie da accumulo, acidurie organiche). Condizioni poi di ipoglicemia da insulinoma o iatrogena, di ipocalcemia da ipoparatiroidismo o da insufficienza renale o da pancreatiti, di encefalopatia epatica e di intossicazione da metaldeide, organofosfati e stricnina sono responsabili dei quadri di epilessia metabolica.


VERSO LA DIAGNOSI DI EPILESSIA DEL CANE E DEL GATTO


Nell’ approcciarsi al cane o gatto con malattia epilettica, il medico veterinario dovrà raccogliere accuratamente ed in modo corretto tutte le informazioni che lo indirizzeranno verso una diagnosi (età di esordio, razza, frequenza delle crisi, eventuali percorsi diagnostici e terapeutici intrapresi in passato, etc.). 

Alla raccolta dei dati anamnestici segue ovviamente l’esame clinico-fisico dell’animale. 

Con l’esame obiettivo, il medico si propone di andare a capire se il problema presentato sia effettivamente da ricondurre ad una patologia epilettica o se sia di altra natura.

Quindi si valuteranno le condizioni dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, si eseguiranno RX del torace, ECG, ecocardiografia ed eventualmente un ECG dinamico qualora si riscontrassero aritmie o anomalie della funzionalità cardiaca (in tal caso si presumerebbe una forma sincopale).


LA VISITA NEUROLOGICA NELL'EPILESSIA DEL CANE E DEL GATTO


Escluse le cause non neurologiche, si deve andare a stabilire se si è di fronte ad un’epilessia idiopatica-genetica o ad una condizione secondaria a patologie strutturali o metaboliche.  Viene in aiuto al veterinario la visita neurologica con la quale si andranno a ricercare segni di interessamento della regione prosencefalica; l’attività convulsiva, infatti, indica sempre un’alterazione funzionale o strutturale di questa regione ed in particolare del lobo frontale e temporale. Un esame neurologico negativo indicherà con più probabilità un’origine metabolica o idiopatica della crisi, viceversa l’individuazione di deficit neurologici a localizzazione prosencefalica suggerirà la presenza di una lesione intracranica.


IL LABORATORIO NELL'EPILESSIA DEL CANE E DEL GATTO


Si procede con l’esecuzione di esami ematochimici che possano evidenziare eventuali malattie metaboliche che giustifichino la sintomatologia e che vadano a definire lo stato metabolico del paziente a fini anestesiologici e terapeutici.


IL RUOLO DELLA RISONANZA MAGNETICA NELL'EPILESSIA DEL CANE E DEL GATTO


Se si sospetta una lesione strutturale dell’encefalo, si consiglierà la Risonanza Magnetica e se da questa si dovesse rilevare la presenza di alterazioni infiammatorie o di quadri particolari, si ricorrerà all’esame del Liquor Cefalorachidiano.

La radiografia del torace e l' ecografia dell' addome verranno proposte successivamente per l’identificazione di eventuali masse nel caso ci si sia orientati verso una diagnosi di malattia neoplastica; invece, se il quadro del paziente sarà suggestivo di malattie infettive o metaboliche si eseguiranno test specifici di conferma.


TERAPIA DELL'EPILESSIA DEL CANE E DEL GATTO


A questo punto è possibile impostare la terapia. Si è concordi nel ritenere la frequenza di due crisi per semestre la soglia per l’inizio del trattamento di un paziente con Epilessia Idiopatica, d’altronde per un soggetto che presenta già all’esordio cluster di crisi o uno stato di male epilettico è opportuno iniziare immediatamente e per di più con dosi elevate da ridurre in uno stadio successivo.

Altra tendenza comune è intervenire in prima istanza con una monoterapia, ricorrendo a schemi polifarmacologici allorquando si instauri uno stato di resistenza o scarsa responsività al trattamento fino a quel momento in atto. 

I farmaci ad azione antiepilettica più comunemente utilizzati nell’epilessia del cane sono il fenobarbitale ed il bromuro. Molecole di più recente impiego sono l’imepitoina, la zonisamide, il Levetiracetam.

Il target che si tenta di raggiungere, mediante la terapia antiepilettica, è la riduzione di almeno il 50% della frequenza delle crisi dopo una terapia, con uno o due farmaci, che abbia un buon bilanciamento tra controllo dei sintomi ed effetti collaterali farmaco-correlati (è importante monitorare il paziente durante il trattamento).

Per quel che concerne la sospensione della terapia, considerando l’effetto rebound che spesso si innesca all’interruzione del trattamento, non è sempre facile deciderla. Si può prendere in considerazione l’evenienza di una sospensione negli animali che non hanno più crisi da un anno; all’interruzione si deve giungere per gradi, riducendo i dosaggi di volta in volta del 25% e assicurandosi un periodo di monitoraggio di 6 mesi tra una riduzione e l’altra. Nel caso si assista ad una ripresa della patologia si deve tornare alla posologia iniziale.


BIBLIOGRAFIA

Gandini G., L’epilessia del cane: un moderno approccio clinico e terapeutico parte I: definizione, classificazione, patogenesi, approccio clinico in “Veterinaria”, Anno 29, n. 1 (Febbraio 2015)

Gandini G., L’epilessia del cane: un moderno approccio clinico e terapeutico parte II: Diagnosi differenziali e terapia, in “Veterinaria”, Anno 29, n. 1 (Febbraio 2015)

Nelson - Couto - Grauer - Hawkins - Johnson - Lappin - Scott Moncrieff – Taylor, Medicina interna del cane e del gatto, Edra-Masson, 2015 


WEBGRAFIA

http://www.vetjournal.it/item/2577-epilessia-idiopatica-nel-gatto.html

http://m.docente.unife.it/enrico.granieri/materiale-didattico/lezioni-neurologia-v-anno-medicina/lezioni/Epilessia.pdf/view




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