TUMORI DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Le neoplasie del S.N.C. comprendono i tumori dell’encefalo e quelli del midollo spinale, vengono distinte in primitive (originano dal tessuto neuroectodermico, ectodermico e mesodermico) e secondarie (raggiungono il S.N.C. tramite diffusione ematogena o per contiguità); fatta eccezione per il linfoma, raramente danno metastasi a distanza, piuttosto tendono a diffondersi nell’ambito dello stesso sistema nervoso attraverso il liquido cefalorachidiano. 
Sulla base dell’istotipo è possibile classificarle ulteriormente in:
  • tumori neuroepiteliali, comprendenti gli astrocitomi, gli oligodendrogliomi, i tumori dei plessi corioidei, gli ependimomi, ecc.;
  • tumori delle meningi;
  • linfomi e tumori emopoietici;
  • tumori della sella turcica;
  • altri tumori primari e cisti;
  • tumori metastatici;
  • estensioni locali dei tumori regionali.
Una incidenza maggiore la si riscontra in soggetti anziani e nelle razze brachicefaliche, vi sono, però, alcune forme tipiche dei cani giovani, tra cui i tumori primitivi neuroectodermici, i neuroblastomi, gli ependimoblastomi e la neoplasia midollare toracolombare dei cani giovani.
Le manifestazioni cliniche hanno spesso una insorgenza lenta e progressiva e dipendono ovviamente dalla sede della lesione neoplastica che può palesarsi perché è andata a distruggere o a comprimere i tessuti adiacenti, a provocare emorragie o un idrocefalo ostruttivo.
Il quadro clinico, a seconda della localizzazione, potrà essere caratterizzato da crisi convulsive (segno frequente), letargia, head pressing (atteggiamento di spinta contro il muro), atassia, sindrome vestibolare, paralisi facciale, alterazioni comportamentali, locomozione in circolo (circling), rotazione della testa, ipermetria, paresi, paralisi, incontinenza urinaria/fecale.
Per la diagnosi sono indispensabili, oltre all’esame neurologico, TC e RM; l’esame citologico del liquor non si rivela utile se non per i tumori metastatici e i linfomi; piuttosto, sta assumendo sempre più una validità diagnostica l’esame citologico di campioni prelevati dalla massa tumorale in fase intraoperatoria il quale, peraltro, può fornire al chirurgo importanti indicazioni.
L’asportazione chirurgica rappresenta l’opzione terapeutica per le forme non infiltranti ed accessibili; la radioterapia è indicata o dopo chirurgia, al fine di allungare le aspettative di sopravvivenza, o da sola per le forme non operabili. La chemioterapia ha una validità modesta mentre gli steroidi si dimostrano utili nel ridurre l’edema peritumorale.
La prognosi è riservata e le aspettative di vita variano a seconda del tipo di tumore.


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